Comportamenti da non fare all’estero

Negli affari è fondamentale interagire di persona con il proprio interlocutore, che sia un partner, un buyer o un competitor. Interagire con una persona è sinonimo di saluti, strette di mano, inviti, appuntamenti, dialoghi e confronti. Tutto normale fin quando si rimane dentro i confini italiani ma quando si va all’estero le cose cambiano in quanto, anche se il business si è “omologato” agli standard europei o statunitensi, bisogna stare molto attenti agli usi e alle tradizioni del paese del nostro interlocutore per evitare gaffe, brutte figure e far saltare importanti accordi.

Queste sono alcune situazioni che il manager italiano deve sicuramente affrontare all’estero:

Stretta di mano. Modelli U.S.A. ci hanno convinto che con la stretta di mano trasmettiamo la nostra sicurezza e personalità ma dobbiamo stare attenti se è necessario in tutte le situazioni. Da prestare attenzione con orientali e con mussulmani praticanti in quanto nella loro cultura non è prevista la stretta di mano per salutarsi; infatti nel mondo orientale non esistono strette di mano o baci e abbracci all’italiana mentre nei paesi mussulmani bisogna stare attenti in quanto le persone di sesso opposto non devono toccarsi (quando si interagisce con una donna è consigliabile aspettare che sia lei a tendere per prima la mano per il saluto).

A tavola. Per molte culture è fondamentale invitare il partner straniero a pranzo o a cena in ristorante in quanto si ha modo di conoscere meglio la persona e la società che si ha dinanzi. Ma come comportarsi? Noi italiani siamo molto legati alle abitudini che si hanno a tavola ma non sempre sono ben viste; infatti siamo abituati ad avere entrambe le mani sul tavolo ma molti americani appoggiano la mano sinistra in grembo quando non la utilizzano per le posate, la maggior parte degli indiani mangiano con una sola mano (la destra) e senza usare le posate. Da noi è visto come cattiva educazione fare rumori sgradevoli durante la masticazione mentre nell’est asiatico è raccomandato perchè è considerato un complimento per lo chef così come il rutto a fine pasto è gradito (sempre se discreto e contenuto) in alcuni Paesi dell’Africa settentrionale e centrale e in Cina. Ma a fine pasto, chi paga il conto? Dividere la spesa (c.d. “alla romana”) è considerata buona norma in Scandinavia, Olanda, Australia e Stati Uniti. Nell’Europa meridionale, nel Medio Oriente e in America Latina è invece usuale che qualcuno si proponga di pagare per tutti. In Cina il concetto di dividere il conto è considerato offensivo: chi invita al ristorante sa che dovrà poi pagare. Attenzione in Giappone in quanto, oltre ad utilizzare le bacchette per tutto il pasto, è vista come un’offesa riempirsi il proprio bicchiere: sarà sempre un vostro vicino a farlo per voi e poi ricambiate.

Appuntamenti e puntualità. E’ affermata la necessità, soprattutto quando si opera con stranieri, di fissare con anticipo gli appuntamenti tramite email, ma è consigliabile anche avere un numero diretto dell’interlocutore per avvisarlo in caso di necessità. Da paese a paese varia la flessibilità e il senso di puntualità: se in Germania si ha un appuntamento alle 9 si intendono proprio le 9; in Francia è tollerato il quarto d’ora di ritardo mentre in America Latina, al contrario, è considerato opportuno non essere assolutamente puntuali perchè quasi sicuramente anche il vostro interlocutore avrà molto ritardo. Per fissare incontri è necessario tener bene a mente le festività nazionali e locali e, per esempio negli Emirati Arabi Uniti, è preferibile evitare di fissare incontri o fare telefonate d’affari il venerdì (equivale alla nostra domenica) o durante il mese sacro del Ramadan. Quando, inoltre, si presenta un progetto a una controparte giapponese non bisogna rimanere stupiti se dovesse chiudere gli occhi: è sintomo di concentrazione e non di disinteresse; in India, invece, per annuire a un interlocutore si utilizza lo stesso movimento del capo che per noi italiani significa no.

Umorismo. Conviene sempre astenersi da battute e barzellette in contesti interculturali, fare dell’humor non sempre è ben gradito durante un incontro di affari.

Biglietti da visita. Nei paesi orientali lo scambio dei bigliettini da visita ha un ruolo fondamentale. In Cina vengono offerti con due mani e si prendono con la mano destra, in Giappone è consigliabile riceverlo e studiarlo qualche secondo prima di riporlo però mai riporlo nella tasca posteriore dei pantaloni perchè sarebbe considerato un gesto poco rispettoso mentre dimenticarlo sulla scrivania può diventare un insulto. Importante è anche consegnare i propri biglietti perchè in caso contrario significherebbe che non si è interessati a proseguire il contatto.

Abbigliamento. E’ praticamente impossibile dire e consigliare come vestirsi nelle trattative d’affari perchè dipende dalle situazioni, dal settore, dall’occasione e dal ruolo che si ricopre. Il modo in cui ci vestiamo parla di noi e della nostra cultura e, per questo, non è consigliabile mimetizzarsi con la cultura del nostro interlocutore sembrando dei pagliacci. Bisogna semplicemente porre attenzione agli usi locali e alla cultura del posto soprattutto da parte di una donna che deve considerare le parti del corpo che si possono esporre o meno: in India, infatti, si tratterà delle gambe, nei paesi mussulmani di braccia, decolletè e piedi. Per gli uomini l’abbigliamento scuro è accettato ovunque, ma mentre i tedeschi daranno molta importanza al fatto che le scarpe siano pulite, nel Medio Oriente verranno osservati da vicino la valigetta 24ore e l’orologio. Non dimentichiamo inoltre che siamo italiani e che i nostri interlocutori si aspettano di vederci vestiti con stile ed eleganza, senza essere troppo formali. Sfogliare una rivista di business locale o visualizzare dei video su youtube di incontri o eventi ci aiuterà a percepire lo stile di un ambiente di lavoro estero.

Che ne pensate voi? Avete mai fatto gaffe perchè non conoscevate gli usi locali?

Sono tanti i particolari a cui bisogna prestare attenzione quando si va in paese estero che possono far concludere un affare o farci fare bruttissime figure quindi bisogna informarsi il più possibile sia sulla cultura locale ma anche su chi andremo a incontrare. Naturalmente, a mio modesto parere, l’educazione e quel minimo di imbarazzo che ci farà da freno ci eviteranno gaffe e portare a conclusione l’incontro nel migliore dei modi. Ulteriore ed ultimo consiglio, aspettare sempre cosa fa il “proprietario di casa” per poi seguirlo. 😉

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