VitignoItalia: coltivare il mercato locale per crescere all’estero

Come vi ho preannunciato attraverso Facebook e Twitter, domenica scorsa sono stato a Napoli dove si è svolta il XI Salone dei Vini e dei Territori Vitivinicoli Italiani: Vitigno Italia.

Nella bellissima location del Castel dell’Ovo che affaccia sul Vesuvio e sul golfo di Napoli, centinaia di cantine ed agenti presentavano e facevano degustare vini provenienti da tutta Italia; oltre a un elevato numero di cantine campane, anche produttori del Veneto, della Toscana, della Lombardia, della Sicilia e dell’Abruzzo erano presenti per far conoscere il proprio vino nella principale manifestazione/evento di settore del Sud Italia.

La dimensione aziendale per partecipare a questi eventi non è importante, è fondamentale parteciparvi per avere una cognizione del mercato locale, cercare nuovi possibili clienti ed intensificare i rapporti con i clienti già esistenti. Infatti, secondo il mio modesto parere, bisogna testare il mercato locale (soprattutto per le piccole aziende e/o da pochi anni costituite) per avere un primo approccio e riscontro con il cliente:

  • il prodotto piace?
  • lo vendo al giusto prezzo?
  • il mio prezzo è competitivo?
  • il mio canale di distribuzione è il migliore per valorizzare il prodotto?
  • come si muove e che prodotti ha la concorrenza?

Sono semplici domande che tutti gli imprenditori devono porsi ma, soprattutto, bisogna trovare le giuste risposte, analizzarle in modo analitico e preciso per potersi migliorare e cogliere tutte le opportunità.

Testato il prodotto nel mercato locale ed apportate le migliorie (dove necessarie) si può pensare di iniziare una strategia di vendita all’estero, partendo dai bisogni del consumatore, dall’analisi dei paesi in cui voler entrare e ricercando buyers esteri. Solo successivamente si potrà decidere se rimanere solo nel locale, se vendere in maniera residuale all’estero o focalizzarsi solo sull’estero a discapito del mercato nazionale.

Da mie esperienze professionali, mi permetto di consigliarvi di non abbandonare il mercato nazionale e/o locale perchè vi permetterà di avere quei guadagni “sicuri” utili per finanziare l’export.

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