Qual è la catena di ristoranti italiani più diffusa nel mondo?

Tutti nel mondo (forse eccetto noi italiani) hanno capito che per avere successo e fare soldi bisogna utilizzare il “made in italy” o quanto meno ricordarlo.

Con lo stesso spirito, nel 2002 ad Amburgo (Germania), è stato inaugurato il primo ristorante di cucina italiana da tre soci (tedeschi naturalmente) che volevano far soldi in maniera facile e rapidamente: nasce così il ristorante “Va piano” con lo slogan tanto caro a noi italiani “chi va piano, va sano e va lontano”. La scelta di una cucina rapida, sana e genuina (e quindi italiana) è stata ed è tutt’ora il principio su cui si basa il ristorante.

Oggiogiorno, “Va piano” conta 150 ristoranti in 29 paesi del mondo. La sua internazionalizzazione è data dal fatto che è il ristorante pressapoco italiano più globalizzato del mondo,  anche se non il più grande: il ristorante più grande si trova l’americana Olive Garden, fondata nel 1982, con oltre ottocento ristoranti, solo cinque dei quali però stanno al di fuori di Stati Uniti e Canada.

La cosa che maggiormente riscuote successo è la pasta fresca, fatto a mano e cotta al momento davanti al cliente per poi essere condita con sughi. La pizza è quella “tipica” che si trova dal Bel Paese, bassa e croccante, che piace tanto agli stranieri e a quegli italiani che vivono all’estero.

Vapiano con questa filosofia conquista sempre più quote di mercato, soprattutto fuori dalla sua Germania: nel 2006 il primo ristorante fuori dalla Germania, a Vienna; nel 2008 il primo ristorante in un paese arabo, in Arabia Saudita; nel 2009 il primo locale in Australia e l’anno dopo il primo a New York.

Vapiano è ormai un colosso nella ristorazione, infatti nella sola Germania ha 60 ristoranti che occupano 3400 dipendenti, con 102 apprendisti e 22 stagisti, il fatturato 2013 è stato di oltre 160 milioni di euro.

Naturalmente Vapiano non c’è in Italia: le grandi catene internazionali di cibo italiano, in Italia non si fanno vedere, basta pensare a Pizza Hut e Starbucks che tengono i loro prodotti fuori dai nostri territori.

Ma almeno useranno prodotti italiani?

Mi dispiace per voi lettori ma la risposta è negativa! Usano pochissimi prodotti italiani: il formaggio Parmigiano ed alcune etichette di vini oltre a mozzarella, pomodoro, prosciutti ed il prosecco.

Naturalmente il tutto cucinato e servito da personale NON italiano.

Questo è il punto della situazione: persone di altri paesi hanno saputo ben vendere il nome del nostro paese, il suo valore e le antiche tradizioni che ci distinguono dalle altre nazioni. Questo articolo non è un’accusa ai fondatori di “Va piano” ma spero che serva ai nostri cari imprenditori come punto di riflessione, iniziando a credere che fuori daal’Italia c’è gente che fa successo con il nostro nome! Apriamo gli occhi e lottiamo per dare il giusto riconoscimento al Made in Italy!

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