Il primo passo per esportare: il prodotto

Da poco si è concluso un corso ONAV (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino) che ho frequentato per avere una maggiore conoscenza sui vini, degustarli e saperli descrivere nei mercati esteri.

La conoscenza (approfondita) del prodotto da esportare è fondamentale soprattutto per tutti coloro che sono export manager in outsourcing (cioè per coloro che non lavorano all’interno dell’azienda produttrice e che offrono la loro consulenza) in quanto conoscere il prodotto è il primo passo per vendere all’estero.

È basilare avere una buona conoscenza del prodotto, ma è indispensabile sapere:

  • quantità produttiva (giornaliera/mensile/annua): per sapere quanto prodotto si può vendere e a che tipologia di buyers rivolgersi;
  • quantità in magazzino che è disponibile per l’estero: utile per quei prodotti che si producono a cadenza temporale (esempio il vino la cui quantità non può aumentare nel corso dell’anno) per conoscere la giusta quantità da proporre ai buyers;
  • come viene fatto il prodotto: per esser informazioni sulla fase produttiva, sull’organizzazione aziendale nonché sul responsabile a cui rivolgersi in caso di modifiche dello stesso;
  • quali materiali e componenti vengono utilizzati nella produzione: perché in alcuni paesi esteri può essere vietato l’ingresso di alcuni materiali o sottoposto a particolari condizioni;
  • i riconoscimenti e/o i premi vinti: per poter avere una maggior leva commercile all’estero e differenziarsi dai competitors;
  • la conservazione del prodotto: per avere una prima cognizione sul trasporto e la spedizione dello stesso;
  • osservare e studiare il packaging e l’etichetta che l’azienda utilizza: per verificarne successivamente l’idoneità nei paesi esteri target.

Non è una cosa facile iniziare da qui, vero?

Però una buona consapevolezza di cosa si vuole vendere all’estero è un ottimo passo per iniziare un buon processo di internazionalizzazione.

È consigliabile, quindi, che chiunque si occupa di export (interno o esterno all’azienda), prima di sedersi nel proprio ufficio per studiare la giusta strategia di vendita all’estero, dovrebbe farsi una passeggiata in azienda ed osservare come il prodotto prende forma!

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2 pensieri riguardo “Il primo passo per esportare: il prodotto

  1. Carissimo Christian, amico di studi, mi riconosci (ahhahahaahh), sarò banale ma per è una gioia vedere i propri compagni di avventura inseguire i propri sogni utilizzando tutti gli strumenti possibili. Ho letto i tuoi articoli e devo dire che sono davvero interessanti e spero che continuerai a scrivere in merito, perché ora come ora anche le PMI e microimprese debbano cominciare a guardare oltre il territorio italiano per creare un maggior fatturato e nuove opportunità di sviluppo per riuscire a resistere alla crisi italiana e garantire alla propria azienda di sopravvivere. Ma purtroppo, come hai appena affermato per cominciare a fare export (già di per se una materia ostica) c’è bisogno di tempo e di gente che come te dedica il suo tempo e le proprie competenze al servizio delle aziende. COMPLIMENTI!!!!!.

    P.s. Visto che la mia competenza nelle impostazioni ed esportazioni si limita al sistema fiscale, presto ti porrò un caso di una Start Up costituita da un anno che opera nel settore del caffè a me molto vicina (anche in privato se non è un problema).

    Ciao Christian, ancora in bocca al lupo per tutto.

    Giuseppe Zecchino

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    1. Ciao Giuseppe, certo che mi ricordo! Grazie per le belle parole! Purtroppo oggigiorno molte aziende improvvisano l’export pensando di vendere come se il mondo fosse la proprio regione o, ancora peggio, la propria provincia! Una “strategia” simile non porta da nessuna parte anzi si perdono solo soldi e tempo!
      Ti occupi di fiscalità internazionale? Molto interessante! Ci possiamo risentire in merito.
      Per quando riguarda la start up che mi indicavi, sono a tua completa disposizione! Grazie, ciao ciao

      Mi piace

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